Funzioni e compiti delle scuole polo per l’inclusione

Il Miur, con nota 12 aprile 2018, n. 847 , ha precisato il ruolo delle scuole Polo per l’inclusione, di cui al decreto legislativo n. 66/2017.

Le scuole Polo hanno il compito di svolgere azioni di supporto e consulenza con le reti del territorio per la promozione di ricerca, sperimentazione e sviluppo di metodologie e uso di strumenti didattici per l’inclusione.

Al fine suddetto, ogni scuola Polo si relaziona con i vari gruppi per l’inclusione (GLIR, GIT, GLI, CTS e CTI).

E’ prevista l’istituzione di una scuola Polo per ogni ambito territoriale, individuata dalle scuole del medesimo ambito, in rete o individualmente, in continuità con quanto stabilito in merito alle scuole polo per la formazione.

Le azioni che le scuole polo possono attivare, sono (a titolo esemplificativo):

– orientamento scolastico;
– individuazione e diffusione modelli didattici e organizzativi considerati efficaci per l’inclusione;
attività di formazione/informazione rivolte sia al personale scolastico sia agli stakeholder, in collaborazione con la scuola Polo per la formazione;
– consulenza e supporto nei percorsi di alternanza scuola-lavoro;
– istituzione di gruppi di ricerca e sperimentazione tra docenti e/o con personale di altre amministrazioni (sanità, sociale …);
proposte di ampliamento dell’offerta formativa per l’ambito territoriale anche in orario extracurricolare;
– rilevazione dei bisogni formativi di ambito e valorizzazione delle professionalità anche in un’ottica di utilizzo in rete.

Le scuole Polo dovranno operare in sinergia con tutte le altre istituzioni scolastiche dell’ambito, in presenza o meno di una rete formalizzata e non sostituiscono i presidi eventualmente già presenti sul presenti sul territorio come i Centri Territoriali per il Supporto (CTS) e i Centri territoriali per l’Inclusione (CTI) ma collaborano anche con essi, condividendo, per quanto possibile, progettazione e risorse, comprese quelle professionali.