Servono deroghe per le supplenti nella scuola dell’infanzia

Nota Anci 3 aprile 2019, n. 7/SG/IESS/VS-19  

[Lettera del Presidente della commissione istruzione ANCI, Cristina Giachi]

Egregio Signor Ministro,
come rappresentato nel corso della riunione della Commissione Istruzione, Politiche educative ed edilizia scolastica dell’ANCI, tenutasi il 14 febbraio, richiamo la Sua attenzione sulla delicata questione che si sta registrando in molte scuole dell’infanzia per la forte carenza di personale in possesso del titolo studio richiesto per l’accesso e disponibile ad insegnare in questo ordine di scuola.
Come Lei sa, ai sensi della normativa vigente, il titolo di studio necessario è rappresentato dalla laurea specialistica in Scienze della formazione primaria (vecchio e nuovo ordinamento). In via residuale sono ancora validi i titoli previgenti ossia il Diploma di istituto magistrale o di Scuola magistrale (solo per la scuola di infanzia) o il Diploma di liceo socio-psico-pedagogico, conseguiti entro l’anno 2001-2002.
In particolare, le criticità riguardano le sostituzioni di breve ma anche di medio termine di personale assente che si sono fortemente accentuate dopo la riforma dei corsi di studio universitari e l’attivazione del corso di laurea in Scienze della formazione primaria a ciclo unico, valido per la scuola d’infanzia e per la scuola primaria; a ciò si aggiunge la transizione di molti insegnanti nei ruoli dello Stato.
La grave carenza di personale in possesso del titolo di studio interessa tutte le gestioni di scuola d’infanzia – le scuole paritarie come le scuole statali – e oltre a creare forti inefficienze nella gestione delle supplenze, mette a repentaglio quotidianamente l’apertura dei servizi, a rischio di chiusura anticipata.
Per affrontare la questione in modo strutturale sarebbe sicuramente utile avviare un’attenta riflessione sulla formazione in ingresso alla scuola dell’infanzia. Considerata però la prioritaria necessità di garantire il regolare funzionamento delle scuole dell’infanzia senza interromperne l’attività didattica, in questo momento è necessario riflettere su possibili deroghe a quanto previsto dalla norma vigente, come avvenuto in altre realtà territoriali.
A tal proposito Le invio alcune proposte formulate dall’ANCI, con l’auspicio di poter giungere urgentemente ad una soluzione del problema.
Restando a disposizione per ogni eventuale ulteriore approfondimento, Le invio cordiali saluti.
Presidente Commissione Istruzione, Politiche educative ed Edilizia scolastica Anci
Cristina Giachi

ALLEGATO

Proposte nel breve e nel lungo periodo:

Nel breve periodo al fine di garantire il regolare funzionamento delle scuole dell’infanzia per non compromettere il buon funzionamento risulta urgente ragionare su possibili deroghe a quanto previsto dalla norma vigente sulla falsariga di quanto fatto, ad esempio, dall’Ufficio scolastico del Veneto, nei casi di effettiva e documentata impossibilità di individuare personale docente abilitato.
Per sostituire il personale assente e garantire il regolare funzionamento della scuola, si propone in caso di indisponibilità di personale in possesso del titolo idoneo all’insegnamento, di prevedere in deroga e in via transitoria personale in possesso di titoli di studio alternativi. I titoli alternativi potrebbero prioritariamente essere costituiti dai titoli di laurea che abilitano il personale educativo dei nidi d’infanzia, a cui potrebbero aggiungersi altre lauree in ambito psicopedagogico. Si potrebbero anche prevedere accordi ad hoc con le università per coinvolgere gli studenti del IV e V anno del corso di laurea in Scienze della formazione primaria.
Per cercare di aggredire il fenomeno è, però, necessario prevedere l’aumento dei posti nei corsi universitari per tener conto del fabbisogno di tutti i tipi di gestione di scuola d’infanzia, paritaria e statale. Attualmente, infatti, per definire il contingente annuo di posti per l’accesso ai corsi di Laurea specialistica di Scienze della Formazione primaria a ciclo unico, il MIUR tiene conto unicamente del fabbisogno di insegnanti delle scuola dell’infanzia statali, anche se in alcune parti del paese le scuole paritarie rappresentano una componente rilevante dell’offerta di scuola dell’infanzia.

Una riflessione di più lungo periodo, a nostro parere, dovrebbe puntare a una formazione specifica per questo segmento di scuola, senza la quale la scuola d’infanzia resterebbe una scelta residuale all’interno di un percorso universitario fortemente orientato allo studio delle discipline.
La reintroduzione di un indirizzo specifico per la scuola d’infanzia all’interno della laurea specialistica in Scienze della Formazione potrebbe ovviare a una forte asimmetria nelle preferenze tra l’insegnamento nella scuola d’infanzia e quello nella scuola primaria a favore della seconda.
Si ritiene che senza affrontare in modo strutturale la questione della formazione in ingresso alla scuola d’infanzia si rischia che una componente così importante della filiera educativa e formativa continuerebbe a rappresentare per molti insegnanti un contesto “di passaggio”.