ANCI insiste per il pagamento dei pasti degli insegnanti

L’anno prossimo + 2.000 classi. Serve incremento fondi per spese Comuni.   

Senza un contributo da parte dello Stato alle spese sostenute dai Comuni per il servizio mensa agli insegnanti statali, il parere di Anci sulle disposizioni per incrementare il tempo pieno nella scuola primaria sarà negativo. E’ la posizione espressa oggi dal vicepresidente vicario Anci Roberto Pella, che ha rappresentato l’Associazione nella riunione in Conferenza Unificata: “In Conferenza Stato-Città – ha detto Pella – è stato già trovato un accordo (luglio 2016 n.d.r.) per individuare le risorse mancanti. Il rimborso riconosciuto ai Comuni è pari al 50% del fabbisogno. Mancano circa 60 milioni di euro che servono per garantire anche i duemila pasti per il servizio mensa del personale statale, docente e Ata, avente diritto. La situazione si aggrava ulteriormente e per questo abbiamo ribadito – ha aggiunto Pella – la nostra disponibilità a confrontarci con i ministeri competenti per individuare il numero complessivo dei pasti e le risorse necessarie, così da poter inserire questi fondi già nella prossima legge di bilancio”.
L’Anci ha inoltre ricordato che l’importo attualmente stanziato, pari a 62 milioni di euro, risale al 1999, con un piccolo incremento avuto nel 2008. A supportare la richiesta di Anci anche una sentenza del Tar Lombardia, che nel 2009 aveva riconosciuto la competenza del Miur per il pagamento dei pasti per il personale statale, aggiungendo che il costo di ogni attività formativa, compresa l’assistenza alla refezione, dovesse essere sempre a carico dello Stato.