Un altro edificio scolastico chiuso senza motivo

Sequestrata la scuola primaria di Airola (Benevento)     

Le informazioni non sono molte ma appaiono sufficienti a ipotizzare che un altro edificio scolastico sia stato chiuso e posto sotto sequestro senza che vi fossero elementi oggettivi di pericolo per chi lo frequentava.

Vediamo, innanzitutto, il comunicato della Procura della Repubblica di Benevento:

A seguito di indagini coordinate dalla Procura, i Carabinieri di Airola (BN) hanno dato esecuzione a decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Benevento avente ad oggetto l’immobile in cui è sito l’istituto scolastico ‘Scuola primaria Padre Pio’, ubicato in Airola (BN) via N. Romano, ricadente in località classificata di media sismicità (2a categoria, giusta delibera della Giunta Regionale della Campania n. 5447 del 7 novembre 2002), in quanto da accertamenti risultavano essere stati realizzati interventi strutturali, ed in particolare ripristino di elementi strutturali particolarmente ammalorati (tra gli altri, ripristino dei copri ferri saltati, antiossidante su ferri particolarmente ossidati, ricostruzione della sezione originaria dei travetti, ripristino e chiusura di eventuali lesioni), in assenza del preavviso scritto alla competente autorità e senza il preventivo deposito di un progetto esecutivo redatto ed asseverato da un tecnico abilitato, nonché venivano eseguiti i suddetti interventi prima del rilascio del provvedimento di autorizzazione sismica da parte dell’autorità competente e senza la vigilanza di un Direttore dei lavori e di un Collaudatore in corso d’opera. In poche parole la scuola non era munita di autorizzazione antisismica per lavori che avevano comportato interventi su solai ammalorati e malgrado ciò la scuola era stata riaperta.
Il disagio causato a famiglie e bambini per l’esecuzione del provvedimento trova giustificazione nel perseguimento del prioritario interesse all’incolumità degli scolari, dei maestri e di quanti ogni giorno lavorano o hanno accesso nella scuola Padre Pio. Gli accertamenti allo stato effettuati hanno, infatti, consentito di appurare che non sono stati rispettati gli adempimenti richiesti dalla normativa antisismica per la parte dei lavori sopra menzionata e riguardante interventi da realizzarsi sui solai dell’istituto: in assenza di qualsiasi documentazione in grado di attestare l’osservanza alle prescrizioni imposte dalla normativa urbanistica e dalla legge regionale in materia, e quindi di qualsiasi certezza tecnica della sicurezza dell’immobile l’intervento, pur drastico, è stato inevitabile. Peraltro, è stato accertato che non poteva essere rilasciato il certificato di agibilità nelle more dell’ottenimento dell’autorizzazione sismica a sanatoria e del collaudo delle opere a sanatoria, considerato anche il fatto che le prove di carico e le verifiche eseguite nell’anno 2017 avevano interessato solo un campione dei solai degli edifici costituenti il plesso scolastico.
Fatte salve le eventuali e possibili decisioni del giudice dell’impugnazione, la Procura della Repubblica, nell’interesse prioritario della legge e della collettività, prenderà tutte le misure doverose e tempestive per richiedere o disporre, a seconda dei casi, la revoca della misura disposta, non appena quanto doveva essere già da tempo fatto sarà finalmente fatto”.

Da quanto si evince dal comunicato, a parte alcune carenze documentali (che, però, non compromettono la sicurezza), gli interventi effettuati si sono limitati alla ripresa corticale del calcestruzzo ammalorato e dei ferri ossidati e, quindi, sono stati tali da non poter generare situazioni di pericolo che possano indurre al sequestro della scuola.

Se lo stato di degrado della scuola fosse stato motivo di pericolo per la pubblica incolumità, la scuola doveva essere chiusa prima, e non certo a seguito dei richiamati lavori che si sono limitati a ripristinare l’efficienza di alcune sezioni degli elementi principali. In realtà, proprio il fatto che si sia deciso di intervenire porta ad ipotizzare che i tecnici abbiano ritenuto la situazione sanabile.

Sicuramente con l’intervento effettuato il rischio di pericolo è diminuito e durante le lavorazioni non si sono verificate in alcun passaggio situazioni in cui il pericolo possa essere aumentato. Da quanto conosciuto, infatti, si sarebbe trattato di un semplice intervento riparativo senza l’effettuazione di operazioni invasive della struttura. Insomma, sono state effettuate delle riprese, si sono messi dei cerotti… se le ferite sono gravi l’intervento potrà rivelarsi di poca utilità ma di certo non può aver aggravato la situazione!.