Legge di bilancio 2020

Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio 2020)   

(estratto commi di intreresse degli enti locali per la scuola)

29. Per ciascuno degli anni dal 2020 al 024, sono assegnati ai comuni, nel limite complessivo di 500 milioni di euro annui, contributi per investimenti destinati ad opere pubbliche in materia di:
a) efficientamento energetico, ivi compresi interventi volti all’efficientamento dell’illuminazione pubblica, al risparmio energetico degli edifici di proprietà pubblica e di edilizia residenziale pubblica, nonché all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili;
b) sviluppo territoriale sostenibile, ivi compresi interventi in materia di mobilità sostenibile, nonché interventi per l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale e per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

30. I contributi di cui al comma 29 sono
attribuiti ai comuni, sulla base della popolazione
residente alla data del 1° gennaio
2018, entro il 31 gennaio 2020, con decreto
del Ministero dell’interno, come di seguito
indicato: a) ai comuni con popolazione
inferiore o uguale a 5.000 abitanti è assegnato
un contributo pari ad euro 50.000; b)
ai comuni con popolazione compresa tra
5.001 e 10.000 abitanti è assegnato un
contributo pari ad euro 70.000; c) ai comuni
con popolazione compresa tra 10.001
e 20.000 abitanti è assegnato un contributo
pari ad euro 90.000; d) ai comuni con
popolazione compresa tra 20.001 e 50.000
abitanti è assegnato un contributo pari ad
euro 130.000; e) ai comuni con popolazione
compresa tra 50.001 e 100.000 abitanti è
assegnato un contributo pari ad euro
170.000; f) ai comuni con popolazione compresa
tra 100.001 e 250.000 abitanti è assegnato
un contributo pari ad euro 210.000;
g) ai comuni con popolazione superiore a
250.000 abitanti è assegnato un contributo
pari ad euro 250.000. Entro il 10 febbraio
2020, il Ministero dell’interno dà comunicazione
a ciascun comune dell’importo del
contributo ad esso spettante per ciascun
anno.

31. Il comune beneficiario del contributo
di cui al comma 29 può finanziare
uno o più lavori pubblici, a condizione che
gli stessi non siano già integralmente finanziati
da altri soggetti e che siano aggiuntivi
rispetto a quelli da avviare nella prima
annualità dei programmi triennali di cui
all’articolo 21 del codice dei contratti pubblici,
di cui al decreto legislativo 18 aprile
2016, n. 50.

32. Il comune beneficiario del contributo
di cui al comma 29 è tenuto ad
iniziare l’esecuzione dei lavori entro il 15
settembre di ciascun anno di riferimento
del contributo.

33. I contributi di cui al comma 29 sono
erogati dal Ministero dell’interno agli enti
beneficiari, per il 50 per cento previa verifica
dell’avvenuto inizio dell’esecuzione
dei lavori attraverso il sistema di monitoraggio
di cui al comma 35, e per il restante
50 per cento previa trasmissione al Ministero
dell’interno del certificato di collaudo
o del certificato di regolare esecuzione rilasciato
dal direttore dei lavori, ai sensi
dell’articolo 102 del codice di cui al decreto
legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

34. Nel caso di mancato rispetto del
termine di inizio dell’esecuzione dei lavori
di cui al comma 32 o di parziale utilizzo del
contributo, il medesimo contributo è revocato,
in tutto o in parte, entro il 31 ottobre
di ciascun anno di riferimento del contributo
stesso, con decreto del Ministero dell’interno.
Le somme derivanti dalla revoca
dei contributi di cui al periodo precedente
sono assegnate, con il medesimo decreto, ai
comuni che hanno iniziato l’esecuzione dei
lavori in data antecedente alla scadenza di
cui al comma 32, dando priorità ai comuni
con data di inizio dell’esecuzione dei lavori
meno recente e non oggetto di recupero. I
comuni beneficiari dei contributi di cui al
periodo precedente sono tenuti ad iniziare
l’esecuzione dei lavori entro il 15 marzo
dell’anno successivo a quello di riferimento
del contributo.

35. Il monitoraggio delle opere pubbliche
di cui ai commi da 29 a 34 è effettuato
dai comuni beneficiari attraverso il sistema
previsto dal decreto legislativo 29 dicembre
2011, n. 229, classificando le opere sotto la
voce « Contributo piccoli investimenti legge
di bilancio 2020 ».

36. Il Ministero dell’interno, in collaborazione
con il Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti, effettua un controllo a
campione sulle opere pubbliche oggetto del
contributo di cui ai commi da 29 a 35.

37. I comuni rendono noti la fonte di
finanziamento, l’importo assegnato e la finalizzazione del contributo assegnato nel
proprio sito internet, nella sezione
« Amministrazione trasparente » di cui al decreto
legislativo 14 marzo 2013, n. 33, sottosezione
« Opere pubbliche ». Il sindaco
deve fornire tali informazioni al consiglio
comunale nella prima seduta utile.

38. All’articolo 1 della legge 30 dicembre
2018, n. 145, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) il comma 139 è sostituito dal seguente:
« 139. Al fine di favorire gli investimenti
sono assegnati ai comuni contributi per
investimenti relativi a opere pubbliche di
messa in sicurezza degli edifici e del territorio,
nel limite complessivo di 350 milioni
di euro per l’anno 2021, di 450 milioni di
euro per l’anno 2022, di 550 milioni di euro
annui per ciascuno degli anni dal 2023 al
2025, di 700 milioni di euro per l’anno
2026, di 750 milioni di euro annui per
ciascuno degli anni dal 2027 al 2031, di 800
milioni di euro annui per ciascuno degli
anni 2032 e 2033 e di 300 milioni di euro
per l’anno 2034. I contributi non sono
assegnati per la realizzazione di opere
integralmente finanziate da altri soggetti. »;
b) al comma 140, dopo la lettera c) è
aggiunta la seguente:
« c-bis) non possono presentare la richiesta
di contributo i comuni che risultano
beneficiari in uno degli anni del biennio
precedente. »;
c) al comma 141, lettera c), dopo le
parole: « investimenti di messa in sicurezza
» sono inserite le seguenti: « ed efficientamento
energetico » ed è aggiunto, in
fine, il seguente periodo: « Nel caso di mancata
approvazione del piano urbanistico
attuativo (P.U.A.) e del piano di eliminazione
delle barriere architettoniche (P.E.B.A.)
entro il 31 dicembre dell’anno precedente,
i contributi attribuiti sono ridotti del 5 per
cento »;
d) al comma 143, il primo periodo è
sostituito dai seguenti: « L’ente beneficiario
del contributo di cui al comma 139 è tenuto
ad affidare i lavori per la realizzazione
delle opere pubbliche entro i termini di
seguito indicati, decorrenti dalla data di
emanazione del decreto di cui al comma
141: a) per le opere con costo fino a 100.000
euro l’affidamento dei lavori deve avvenire
entro sei mesi; b) per le opere il cui costo
è compreso tra 100.001 euro e 750.000
euro l’affidamento dei lavori deve avvenire
entro dieci mesi; c) per le opere il cui costo
è compreso tra 750.001 euro e 2.500.000
euro l’affidamento dei lavori deve avvenire
entro quindici mesi; d) per le opere il cui
costo è compreso tra 2.500.001 euro e
5.000.000 di euro l’affidamento dei lavori
deve avvenire entro venti mesi. Ai fini del
presente comma, per costo dell’opera pubblica
si intende l’importo complessivo del
quadro economico dell’opera medesima.
Qualora l’ente beneficiario del contributo,
per espletare le procedure di selezione del
contraente, si avvalga degli istituti della
centrale unica di committenza (CUC) o
della stazione unica appaltante (SUA) i
termini di cui al primo periodo sono aumentati
di tre mesi. »;
e) al comma 144, le parole: « per il 60
per cento entro il 31 luglio dell’anno di
riferimento del contributo, previa verifica
dell’avvenuto affidamento dei lavori » sono
sostituite dalle seguenti: « per il 60 per
cento alla verifica dell’avvenuto affidamento
dei lavori »;
f) al comma 145, è aggiunto, in fine, il
seguente periodo: « I contributi recuperati
sono assegnati ai comuni che risultano ammessi
e non beneficiari del decreto più
recente di cui al comma 141, secondo la
graduatoria ivi prevista. »;
g) il comma 148 è sostituito dal seguente:
« 148. Le attività di supporto, vigilanza e
assistenza tecnica connesse all’utilizzo delle
risorse di cui al comma 139 sono disciplinate
secondo le modalità previste con decreto
del Ministero dell’interno con oneri
posti a carico delle medesime risorse nel
limite massimo annuale di 100.000 euro ».

39. Dopo il comma 857 dell’articolo 1
della legge 27 dicembre 2017, n. 205, è
inserito il seguente:
« 857-bis. Il comune beneficiario del contributo
per l’anno 2019 è tenuto ad affidare
i lavori per la realizzazione delle opere
pubbliche entro i termini di seguito indicati,
decorrenti dalla data di emanazione
del decreto di cui al comma 855: a) per le
opere con costo fino a 500.000 euro
l’affidamento dei lavori deve avvenire entro
dodici mesi; b) per le opere il cui costo è
compreso tra 500.001 euro e 1.500.000 euro
l’affidamento dei lavori deve avvenire entro
diciotto mesi; c) per le opere il cui costo è
superiore a 1.500.000 euro l’affidamento
dei lavori deve avvenire entro ventidue mesi.
Ai fini del presente comma, per costo dell’opera
si intende l’importo complessivo del
quadro economico dell’opera medesima e
per affidamento dei lavori si intende, a
seconda della procedura seguita, la
pubblicazione del bando, ovvero della lettera di
invito in caso di procedura negoziata, ovvero
della manifestazione della volontà di
procedere all’affidamento. Qualora l’ente
beneficiario del contributo, per espletare le
procedure di selezione del contraente, si
avvalga degli istituti della centrale unica di
committenza (CUC) o della stazione unica
appaltante (SUA), i termini di cui al presente
comma sono aumentati di tre mesi ».

44. Nello stato di previsione del Ministero
dell’interno è istituito un fondo per
investimenti a favore dei comuni, con una
dotazione di 400 milioni di euro per ciascuno
degli anni dal 2025 al 2034.

45. Il fondo di cui al comma 44 è
destinato al rilancio degli investimenti per
lo sviluppo sostenibile e infrastrutturale del
Paese, in particolare nei settori di spesa
dell’edilizia pubblica, inclusi manutenzione
e sicurezza ed efficientamento energetico,
della manutenzione della rete viaria, del
dissesto idrogeologico, della prevenzione del
rischio sismico e della valorizzazione dei
beni culturali e ambientali.

46. Ai fini dell’attuazione dei commi 44
e 45, con uno o più decreti del Presidente
del Consiglio dei ministri, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze e
con il Ministro dell’interno, previa intesa in
sede di Conferenza Stato-città ed autonomie
locali, entro la data del 31 marzo 2024,
sono individuati i criteri di riparto e le
modalità di utilizzo delle risorse, ivi incluse
le modalità di utilizzo dei ribassi d’asta, di
monitoraggio, anche in termini di effettivo
utilizzo delle risorse assegnate e comunque
tramite il sistema di cui al decreto legislativo
29 dicembre 2011, n. 229, di rendicontazione
e di verifica, nonché le modalità di
recupero ed eventuale riassegnazione delle
somme non utilizzate. I decreti di cui al
periodo precedente prevedono altresì che,
nel caso di mancata approvazione del piano
urbanistico attuativo (P.U.A.) e del piano di
eliminazione delle barriere architettoniche
(P.E.B.A.) entro il 31 dicembre dell’anno
precedente, i contributi assegnati sono ridotti
del 5 per cento. Gli importi per ciascun
beneficiario sono individuati con decreto
del Ministero dell’interno, di concerto
con il Ministero dell’economia e delle finanze,
entro trenta giorni dalla data di
pubblicazione dei decreti del Presidente del
Consiglio dei ministri di cui al primo periodo.

51. Al fine di favorire gli investimenti,
sono assegnati agli enti locali, per spesa di
progettazione definitiva ed esecutiva, relativa
ad interventi di messa in sicurezza del
territorio a rischio idrogeologico, di messa
in sicurezza ed efficientamento energetico
delle scuole, degli edifici pubblici e del
patrimonio comunale, nonché per investimenti
di messa in sicurezza di strade, contributi
soggetti a rendicontazione nel limite
di 85 milioni di euro per l’anno 2020, di
128 milioni di euro per l’anno 2021, di 170
milioni di euro per l’anno 2022 e di 200
milioni di euro per ciascuno degli anni dal
2023 al 2034.

52. Gli enti locali comunicano le richieste
di contributo al Ministero dell’interno,
entro il termine perentorio del 15 gennaio
dell’esercizio di riferimento del contributo.
La richiesta deve contenere: a) le informazioni
riferite al livello progettuale per il
quale si chiede il contributo e il codice
unico di progetto (CUP) valido dell’opera
che si intende realizzare; b) le informazioni
necessarie per permettere il monitoraggio
complessivo degli interventi di messa in
sicurezza del territorio a rischio idrogeologico,
di messa in sicurezza ed efficientamento
energetico delle scuole, degli edifici
pubblici e del patrimonio dell’ente locale,
nonché per investimenti di messa in sicurezza
di strade. Ciascun ente locale può
inviare fino ad un massimo di tre richieste
di contributo per la stessa annualità e la
progettazione deve riferirsi, nell’ambito della
pianificazione degli enti locali, a un intervento
compreso negli strumenti programmatori
del medesimo ente locale o in altro
strumento di programmazione.

53. L’ammontare del contributo attribuito
a ciascun ente locale è determinato
entro il 28 febbraio dell’esercizio di riferimento
del contributo, con decreto del Ministero
dell’interno, di concerto con il Ministero
dell’economia e delle finanze, tenendo
conto del seguente ordine prioritario:
a) messa in sicurezza del territorio a
rischio idrogeologico;
b) messa in sicurezza di strade, ponti
e viadotti;
c) messa in sicurezza ed efficientamento
energetico degli edifici, con precedenza
per gli edifici scolastici, e di altre
strutture di proprietà dell’ente.

54. Ferme restando le priorità di cui alle
lettere a), b) e c) del comma 53, qualora
l’entità delle richieste pervenute superi l’ammontare
delle risorse disponibili, l’attribuzione
è effettuata a favore degli enti locali
che presentano la maggiore incidenza del
fondo di cassa al 31 dicembre dell’esercizio
precedente rispetto al risultato di amministrazione
risultante dal rendiconto della
gestione del medesimo esercizio.

55. Le informazioni sul fondo di cassa e
sul risultato di amministrazione sono desunte
dal prospetto dimostrativo del risultato
di amministrazione allegato al rendiconto
della gestione trasmesso, ai sensi
dell’articolo 18, comma 2, del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118, alla banca
dati delle amministrazioni pubbliche. Non
sono considerate le richieste di contributo
pervenute dagli enti locali che, alla data di
presentazione della richiesta medesima, non
hanno ancora trasmesso alla citata banca
dati i documenti contabili di cui all’articolo
1, comma 1, lettere b) ed e), e all’articolo 3
del decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze 12 maggio 2016, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 122 del 26 maggio
2016, riferiti all’ultimo rendiconto della
gestione approvato. Nel caso di enti locali
per i quali sono sospesi per legge i termini
di approvazione del rendiconto della gestione
di riferimento, le informazioni di cui
al primo periodo sono desunte dall’ultimo
rendiconto della gestione trasmesso alla
citata banca dati.

56. L’ente locale beneficiario del contributo
di cui al comma 51 è tenuto ad
affidare la progettazione entro tre mesi
decorrenti dalla data di emanazione del
decreto di cui al comma 53. In caso contrario,
il contributo è recuperato dal Ministero
dell’interno secondo le modalità di
cui ai commi 128 e 129 dell’articolo 1 della
legge 24 dicembre 2012, n. 228.

57. La rilevazione dei dati relativi alle
attività di progettazione di cui ai commi da
51 a 56 e dei relativi adempimenti è effettuata
attraverso il sistema di monitoraggio
delle opere pubbliche ai sensi del decreto
legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, classificato
come « Sviluppo capacità progettuale
dei comuni ». L’affidamento della progettazione
ai sensi del comma 56 è verificato
tramite il predetto sistema attraverso
le informazioni correlate al relativo codice
identificativo di gara (CIG).

58. Il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, in collaborazione con il Ministero
dell’interno, effettua un controllo a campione
sulle attività di progettazione oggetto
del contributo di cui al comma 51.

59. Per il finanziamento degli interventi
relativi ad opere pubbliche di messa in
sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione
o costruzione di edifici di proprietà dei
comuni destinati ad asili nido e scuole
dell’infanzia, è istituito nello stato di previsione
del Ministero dell’interno il fondo
« Asili Nido e Scuole dell’infanzia », con
una dotazione pari a 100 milioni di euro
per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e
200 milioni di euro per ciascuno degli
anni dal 2024 al 2034.

60. Il fondo di cui al comma 59 è
finalizzato, in particolare, ai seguenti interventi:
a) progetti di costruzione, ristrutturazione,
messa in sicurezza e riqualificazione
di asili nido, scuole dell’infanzia e centri
polifunzionali per i servizi alla famiglia,
con priorità per le strutture localizzate
nelle aree svantaggiate del Paese e nelle
periferie urbane, con lo scopo di rimuovere
gli squilibri economici e sociali ivi esistenti;
b) progetti volti alla riconversione di
spazi delle scuole dell’infanzia attualmente
inutilizzati, con la finalità del riequilibrio
territoriale, anche nel contesto di progetti
innovativi finalizzati all’attivazione di servizi
integrativi che concorrano all’educazione
dei bambini e soddisfino i bisogni
delle famiglie in modo flessibile e diversificato
sotto il profilo strutturale ed organizzativo.

61. Per la realizzazione degli interventi
di cui ai commi 59 e 60, i comuni elaborano
progetti di costruzione, ristrutturazione
e riqualificazione. Con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, di
concerto con il Ministro dell’interno, con il
Ministro dell’economia e delle finanze, con
il Ministro per le pari opportunità e la
famiglia e con il Ministro dell’istruzione,
dell’università e della ricerca, previa intesa
in sede di Conferenza unificata, da adottare
entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore della presente legge, sono individuate
le modalità e le procedure di trasmissione
dei progetti di cui al primo periodo
da parte dei comuni e sono disciplinati
i criteri di riparto e le modalità di
utilizzo delle risorse, ivi incluse le modalità
di utilizzo dei ribassi d’asta, di monitoraggio,
anche in termini di effettivo utilizzo
delle risorse assegnate e comunque tramite
il sistema di cui al decreto legislativo 29
dicembre 2011, n. 229, di rendicontazione
e di verifica, nonché le modalità di recupero
ed eventuale riassegnazione delle
somme non utilizzate. Con decreto del Ministero
dell’interno, di concerto con il Mi-
nistero dell’economia e delle finanze, con il
Ministro per le pari opportunità e la famiglia
e con il Ministero dell’istruzione, dell’università
e della ricerca, da adottare entro
novanta giorni dalla data di pubblicazione
del decreto di cui al secondo periodo,
sono individuati gli enti beneficiari, gli interventi ammessi al finanziamento e il relativo
importo. Entro sei mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge è
istituita presso la Presidenza del Consiglio
dei ministri una Cabina di regia per il
monitoraggio dello stato di realizzazione
dei singoli progetti. La Cabina di regia,
presieduta dal Capo del Dipartimento per
le politiche della famiglia, è composta da
un rappresentante, rispettivamente, del Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie, del Ministero dell’interno, del Ministero dell’economia e delle finanze, del
Ministero dell’istruzione, dell’Università e
della ricerca e del Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti, nonché da un
componente designato dalla Conferenza unificata
con le modalità di cui all’articolo 9,
comma 2, lettera d), del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, ai quali non spettano
compensi, rimborsi spese, gettoni di
presenza e indennità comunque denominate.
Al funzionamento della Cabina di
regia si provvede con le risorse umane,
strumentali e finanziarie della Presidenza
del Consiglio dei ministri disponibili a legislazione
vigente.

63. Per il finanziamento degli interventi relativi ad opere pubbliche di messa in sicurezza delle strade e di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico delle scuole di province e città metropolitane
è autorizzata la spesa di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 e di 250 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2034.

64. Ai fini dell’attuazione del comma 63,
con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, di concerto con il Ministro dell’economia
e delle finanze e con i Ministri
delle infrastrutture e dei trasporti, dell’interno
e dell’istruzione, dell’università e della
ricerca, previa intesa in sede di Conferenza
Stato-città ed autonomie locali, entro la
data del 31 gennaio 2020, sono individuati
le risorse per ciascun settore di intervento,
i criteri di riparto e le modalità di utilizzo
delle risorse, ivi incluse le modalità di utilizzo
dei ribassi d’asta, di monitoraggio,
anche in termini di effettivo utilizzo delle
risorse assegnate e comunque tramite il
sistema di cui al decreto legislativo 29 di-
cembre 2011, n. 229, di rendicontazione e
di verifica, nonché le modalità di recupero
ed eventuale riassegnazione delle somme
non utilizzate. Con decreto dei Ministeri
competenti, di concerto con il Ministero
dell’economia e delle finanze, entro trenta
giorni dalla data di pubblicazione del decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri
di cui al primo periodo, sono individuati
gli enti beneficiari, gli interventi ammessi
al finanziamento e il relativo importo.

258. Al fine di assicurare l’esecuzione degli interventi di edilizia scolastica, è destinata quota parte, pari a 10 milioni di euro, delle risorse non impegnate di cui all’articolo 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, già assegnate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 novembre 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 28 del 2 febbraio 2019, in favore del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per la messa in sicurezza degli edifici scolastici per l’annualità 2023.

259. Al fine di cui al comma 258, per accelerare gli interventi di progettazione, per il periodo 2020-2023, i relativi incarichi di progettazione e connessi previsti dall’articolo 157 del codice di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, sono affidati secondo le procedure di cui all’articolo 36, comma 2, lettera b), fino alle soglie previste dall’articolo 35 del medesimo codice per le forniture e i servizi.

260. I pareri, i visti e i nulla osta relativi agli interventi di edilizia scolastica sono resi dalle amministrazioni competenti entro trenta giorni dalla richiesta, anche tramite conferenza di servizi, e, decorso inutilmente tale termine, si intendono acquisiti con esito positivo.

261. Al fine di favorire il completamento delle scuole innovative di cui all’articolo 1, commi 153 e 154, della legge 13 luglio 2015, n. 107, le eventuali economie non assegnate, nei limiti delle risorse di cui all’articolo 18, comma 8, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, possono essere destinate, su segnalazione dell’INAIL, ai fini previsti dal medesimo articolo 1, commi 153 e 154, per la costruzione di scuole, nonché in favore di progetti finanziati solo parzialmente con le risorse attribuite alle singole regioni in attuazione della richiamata normativa.

262. Le risorse di cui al comma 261 possono essere utilizzate anche per eventuali progetti in graduatoria non interamente finanziati, con riguardo alla realizzazione dei poli per l’infanzia di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65.

263. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca è definito un piano nazionale di interventi di efficientamento energetico degli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico, che abbiano già tutti i requisiti della sicurezza strutturale, individuati anche in base a criteri che tengano conto del consumo energetico degli edifici adibiti ad uso scolastico, della stima del risparmio energetico e della riduzione dei costi di gestione per gli enti locali proprietari o gestori, nonché della popolazione scolastica presente e dell’ampiezza degli edifici.

264. Agli oneri derivanti dal comma 263 si provvede mediante quota parte delle risorse di cui all’articolo 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, pari a complessivi 40 milioni di euro, assegnati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 novembre 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 28 del 2 febbraio 2019, in favore del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, nella misura di euro 20 milioni per ciascuna delle annualità 2022 e 2023, e l’attuazione avviene con il supporto della Banca europea degli investimenti, anche attraverso la costituzione di Energy Service Company (ESCo).