Supplenti infanzia senza titolo si può

   in via eccezionale e a fronte comprovata indisponibilità di personale.   

La nota MIUR – USR Toscana 22 novembre 2019, n. 15997, contenente una risposta all’ANCI Toscana, chiarisce le possibilità che sono a disposizione dei gestori delle scuole dell’infanzia paritarie per la sostituzione di docenti assenti ed in carenza di personale in possesso dei prescritti requisiti.

In particolare, tale nota, ritiene legittimo nominare le seguenti categorie di soggetti:

– laureandi in Scienze della Formazione o in Scienze della Formazione Primaria – Indirizzo scuola dell’infanzia, con almeno l’80% di esami curricolari superati;

– laureati o laureandi in corsi di studio dell’area umanistica e sociale che possano documentare una specifica formazione curriculare nella didattica per l’infanzia, prevedendo titoli di studio equiparabili a quelli richiesti per gli educatori degli asili nido;

– soggetti in possesso dei titoli di studio idonei all’insegnamento nella scuola dell’infanzia, ma non di specifica abilitazione;

– laureati in corsi di studio dell’area umanistica, sociale, pedagogica in possesso di specifica e documentata esperienza con minori diversamente abili per le sostituzioni del personale con funzioni di sostegno.

La nota dell’Ufficio Scolastico Regionale Toscano del MIUR, nel confermare una consolidata prassi in atto nelle scuole statali, aiuta i gestori delle scuole dell’infanzia paritarie molto di più che non l’Art. 1-sexies (Supporto educativo temporaneo nelle scuole dell’infanzia paritarie comunali) del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126 (come convertito con 20 dicembre 2019, n. 159) il quale introduce una “erogazione del servizio educativo anche senza sostituzione” concedendo la possibilità di prevedere un “supporto educativo temporaneo” del quale non si comprende bene la modalità di gestione quando ci si trovi nella condizione di mancanza di un docente titolare in una classe né le conseguenze giuridiche e sindacali che potrebbero derivare dalla nomina di un “educatore di supporto” (inquadrato e pagato quindi come educatore) su un posto di insegnante.

E’ quindi auspicabile che, in considerazione del fatto che il decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, dispone solo fino al giugno 2020, a partire dal prossimo anno scolastico il legislatore individui, per tutte le scuole paritarie, una soluzione analoga a quella disposta dall’Ufficio Scolastico Miur della Toscana.