Motivare bene per vietare il pasto domestico

   Ordinanza Consiglio di Stato 24 gennaio 2020, n. 237   

REPUBBLICA ITALIANA
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)
ha pronunciato la presente
ORDINANZA
sul ricorso numero di registro generale 10041 del 2019, proposto da
-OMISSIS-, in qualità di esercenti la potestà sui rispettivi figli minori, rappresentati e difesi dagli avvocati Giorgio Vecchione e Riccardo Vecchione, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
contro
I.C. -OMISSIS-, Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentati e difesi dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliataria ex lege in Roma, via dei Portoghesi, n. 12;
nei confronti
Camst Soc. Coop. A R.L. non costituita in giudizio;
per la riforma
dell’ ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Seconda) 4 dicembre 2019, n. 934.
Visto l’art. 62 cod. proc. amm;
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visti tutti gli atti della causa;
Visti gli atti di costituzione in giudizio delle parti;
Vista la impugnata ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale di reiezione della domanda cautelare presentata dalla parte ricorrente in primo grado;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 23 gennaio 2020 il Cons. Giordano Lamberti e uditi per le parti gli avvocati Di Giorgio Davide, Vecchione Giorgio e Vecchione Riccardo;
Considerata la giurisprudenza cautelare della Sezione (cfr. ordinanze 5305/2019 e 6074/2019) e richiamata la sentenza n. 20504/2019 della Corte di Cassazione;
considerato che, nel caso in esame, la situazione fattuale presa in considerazione dal provvedimento impugnato sia differente da quella esaminata dai precedenti della Sezione citati, quanto a numero di soggetti coinvolti ed a caratteristiche della struttura, dovendosi inoltre precisare che quello vantato dagli appellanti è un interesse che deve comunque confrontarsi con altri interessi, quale quello ad una organizzazione scolastica ordinata e funzionale, finalizzata, in ultima analisi, a soddisfare le aspirazioni dei frequentanti l’istituto complessivamente considerati;
Considerato che, nonostante tale precisazione, il pur elevato numero di alunni per i quali è stata presentata l’istanza per la fruizione del pasto domestico (33 alunni) e le documentate difficoltà organizzative rappresentate dall’Istituto scolastico, il provvedimento impugnato trascura di prendere in considerazione l’eventualità di ricavare altri spazi per il consumo del pasto da casa, non potendosi non convenire che la capacità recettiva complessiva dell’Istituto sia sempre la medesima, così come uguale è il numero complessivo degli alunni, trattandosi solo di distribuire diversamente lo spazio, se del caso ed ove concretamente possibile, dello stesso locale attualmente adibito a refettorio, dove dovrebbero trovare posto i medesimi alunni nel momento in cui fruirebbero del servizio mensa; tanto più che, con il provvedimento n. 91 del 4 novembre 2019, un alunno, seppur per particolari esigenze, è stato autorizzato all’autorefezione nei locali della mensa;
Ritenuto in definitiva che, seppur in ragione delle caratteristiche dell’Istituto e del numero degli istanti (a differenza dei precedenti citati) non sia possibile riconoscere immediatamente la loro pretesa, l’Istituto scolastico debba in ogni caso riprovvedere sulle istanze, valutando in concreto ogni possibile soluzione organizzativa al fine di acconsentire il consumo del pasto da casa da parte dei richiedenti, anche sulla scorta del contenuto della presente ordinanza;
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale accoglie l’istanza cautelare nei limiti di cui in motivazione.
Spese di lite compensate.
Ordina che a cura della segreteria la presente ordinanza sia trasmessa al Tar per la sollecita fissazione dell’udienza di merito ai sensi dell’art. 55, comma 10, cod. proc. amm.
La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’articolo 52, commi 1, 2 e 5, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e dell’articolo 6, paragrafo 1, lettera f), del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016, manda alla Segreteria di procedere, in caso di riproduzione in qualsiasi forma, all’oscuramento delle generalità del minore, dei soggetti esercenti la potestà genitoriale o la tutela e di ogni altro dato idoneo ad identificare il medesimo interessato riportato nella sentenza o nel provvedimento.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 23 gennaio 2020 con l’intervento dei magistrati:
Giancarlo Montedoro, Presidente
Diego Sabatino, Consigliere
Bernhard Lageder, Consigliere
Giordano Lamberti, Consigliere, Estensore
Francesco De Luca, Consigliere